domenica 13 aprile 2025

17 ottobre 2023

17 ottobre 2023 
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NEL PAESE DI ONOFRIO ZAPPALA' PER PARLARE DEL 2 AGOSTO 1980, PER AIUTARE I GIOVANI A NON DIMENTICARE, PER AVVICINARE BOLOGNA AI LUOGHI D'ORIGINE DI TANTE VITTIME....
Quello che mi appresto a scrivere è, ancor prima che un resoconto, un ringraziamento speciale rivolto a chi mi ha dato l'opportunità di trascorrere tre giorni indimenticabili in terra di Sicilia.
Su invito dell'"Associazione amici di Onofrio Zappalà" , nata nel 2005 su iniziativa dei compagni ed amici di liceo per ricordare ONOFRIO, una delle nove vittime siciliane che il 2 agosto 1980 rimase ucciso dalla bomba alla stazione di Bologna, mi è stato chiesto di portare la mia testimonianza su quanto accadde 43 anni fa. L'Associazione ha sede legale a Furci Siculo ma opera da sempre nei paesi della fascia costiera tra Messina e Catania dove Onofrio ed i suoi colleghi di scuola vivevano e facevano attività: Sant'Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva e, appunto, Furci.
L'invito mi è arrivato dai responsabili dell'Associazione Natale Caminiti ed Antonio D'Arrigo, legatissimi al ricordo di Onofrio, loro compagno di studio e di gioventù, che avevo avuto occasione di incontrare a Bologna esattamente due anni fa.
Chiedendomi -ed insieme a me è sempre stata anche Marilena, mia moglie- di essere con loro nei giorni 12-13-14 ottobre, mi hanno proposto un programma intenso ma che ha ricevuto immediatamente la mia approvazione: nella sola giornata di venerdì 13 ci sarebbe stato un incontro (al mattino) con due classi di studenti del Liceo Classico e Scientifico "Caminiti-Trimarchi" di Santa Teresa di Riva. Alle ore 15 avrei incontrato cinque classi di studenti medi dell'I.C. "L. Petri" di Santa Teresa di Riva (più altre di Sant'Alessio che ci hanno seguito in videocollegamento) per poi finire la giornata alle ore 18 con un incontro pubblico al Palazzo della Cultura sempre di Santa Teresa di Riva.
Ammetto di essere rimasto colpito dall'entusiasmo, dall'accoglienza, dal rispetto e dall'attenzione che mi è stata riservata da tutti i ragazzi incontrati, dai loro professori e dirigenti scolastici.
Nella palestra al mattino e nell'Aula Magna il pomeriggio mi sono sentito circondato di affetto e coinvolto in un clima di grande partecipazione al ricordo di Onofrio Zappalà -rafforzato anche dalla presenza di Maria, sorella instancabile che porta il peso di un ricordo e lo sa trasformare in momenti di memoria carichi di emozione- e di tutte le vittime della strage.
Le parole di Natale e di Antonio accompagnate da un video di loro produzione che ricordava i momenti della strage e lo stralcio di una mia intervista accanto all'autobus "37", sono state di grande aiuto per farci entrare in sintonia con le centinaia di ragazze e ragazzi presenti. Ragazze e ragazzi del Liceo che, con le loro domande, hanno dimostrato di conoscere elementi importanti di quella strage e la loro attenzione è stata un segnale di quanto sia utile che trovino quelle informazioni che non sempre i programmi scolastici sono in grado di dare.
Gli studenti delle medie hanno dato una dimostrazione di volontà, entusiasmo ed impegno a non dimenticare concretizzate nella realizzazione di video, di cartelloni illustrati, di poesie e testi scritti, di telegiornali confezionati per ricordare quel lontano evento, di interviste, disegni e quel modellino dell'autobus "37" realizzato con il cartoncino dai colori rosso e giallo, proprio come quello vero, che il suo timido "costruttore" teneva orgogliosamente tra le mani, offrendomelo con delicatezza, quasi a voler anche lui rispettare quel triste carico che fu posto al suo interno. E quando si vivono momenti come questi l'emozione prende il sopravvento, le parole ti si fermano nella gola ma poi sono loro, giovani ed insegnanti, che ti sono d'aiuto a continuare..
Li voglio ringraziare tutti ma nell'impossibilità di farlo compiutamente mi limito a ringraziare le Dirigenti Scolastiche delle Medie e dei Licei, Prof.sse Enza Interdonato e Mauela Ranieri, ricordando il piacere di aver conosciuto Carmelina, Giovanni, Agata e tanti altri prof e studenti con cui ho scambiato intensi momenti che mai dimenticherò.
All'incontro pubblico delle ore 18, in una ex "Villa Ragno" dove tante altre volte Natale ed Antonio hanno portato le persone del luogo a vivere insieme a loro momenti importanti delle attività della loro "Associazione amici di Onofrio Zappalà", c'era la presenza del Sindaco e dell'Assessore alla Cultura di S.Teresa di Riva, a cui vanno i miei ringraziamenti per aver dato un "peso istituzionale" alla serata con il loro saluto e c'era un folto pubblico ad ascoltare ancora una volta la testimonianza sulla strage del 2 agosto. E tra di noi c'era una persona a cui va tutto il mio affetto: Vincenzo Agostino il cui figlio, carabiniere, venne ucciso dalla mafia nel 1989, insieme alla moglie incinta, per punirlo dall'aver salvato il giudice Falcone da un attentato poi fallito.
La mia testimonianza ha voluto essere un ricordo di Onofrio, del suo sacrificio e del sacrificio delle altre 84 vittime della strage, ma ha voluto essere ancora una volta il ricordo dei soccorsi portati da tanti anonimi cittadini Bolognesi e allo stesso tempo un momento di avvicinamento tra Bologna ed i tanti luoghi d'Italia (e non solo) che hanno sofferto la perdita di loro concittadini. Ed ancora una volta è stata Maria Zappalà a ridare immagine al ricordo di quel fratello ucciso nella strage.
Natale e Antonio hanno voluto consegnarmi in ricordo di questo evento il "Premio Zappalà 2023". Un gesto di grande significato che rimarrà sempre nel mio pensiero anche se -come loro sanno- questa targa verrà da me consegnata all'Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage, a Bologna, perchè ritengo giusto che stia a significare un riconoscimento non individuale ma rivolto a TUTTI i soccorritori.
Grazie, grazie, grazie. Grazie per quello che Marilena ed io abbiamo ricevuto da così tante persone, con cordialità ed affetto. Grazie per averci fatto conoscere un pizzico di Sicilia, la sua gente, una piccola parte della bellezza di questa terra, i suoi dolci, la simpatia della gente...come quella di quel ragazzo che -chiamandomi per nome- mi ha salutato per la strada, sfrecciando in bici...
Ma grazie sopratutto a Natale ed Antonio per avermi permesso di portare un saluto, qualche istante di silenzio, nel piccolo cimitero di Sant'Alessio, davanti a quella semplice lapide dietro la quale riposa Onofrio, un giovane che lasciò la sua terra per lavoro e che trovò la morte a Bologna, il 2 agosto 1980.
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