CONCORDIA IN CANTIERE
Le vittime della strage di Bologna ricordate dai narratori
Hanno sempre creduto in questo progetto, continuano a crederci ed anche ieri sera - in occasione del ricordo di CARLA GOZZI, vittima della strage e che quì a Concordia risiedeva- abbiamo avuto una nuova occasione per vedere come il "Cantiere 2 agosto" ed i narratori che ne sostengono il percorso, mantengano inalterata la consapevolezza che sulla memoria delle vittime della strage alla stazione di Bologna non deve calare il silenzio.
Nella piccola piazzetta di Concordia sulla Secchia, alle porte di Modena, mentre gli ultimi sprazzi di luce lasciavano il posto ad un'altra notte di questa calda estate, Claudio Gaborin, Emanuela Sgarbi, Luisa Sovieni, Sergio Messori, Maria Pia Tubertini e Paolo Rocca ci hanno riproposto le loro storie, le storie di quelle vittime del 2 agosto 1980 che loro hanno curato, approfondito, proposto al pubblico perchè si sappia e non si dimentichi mai che ogni vittima della strage non è un numero indicato su una lapide ma la vicenda di un essere umano di cui una bomba ha stroncato progetti di vita, sogni, legami affettivi.
Questa serata, organizzata dalla Cgil dell'area Nord Modenese è stata voluta e presentata -oltre che da un funzionario sindacale che ne ha fatto l'introduzione- da Aurora Ferrari, della segreteria modenese Cgil e dalla storica Cinzia Venturoli, entrambe presenti, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Concordia.
Ed è stata proprio Cinzia Venturoli, negli interventi di apertura e chiusura di questa bella iniziativa, avvenuta alla presenza di cittadini di Concordia sulla Secchia, che ha ricordato come giustizia, verità e memoria siano e restano i cardini intorno a cui continuano a ruotare le mobilitazioni, gli appelli, le iniziative ed ogni altro tipo di sostegno atto a conservare non solo la memoria ma stare al fianco di chi si batte da tanto tempo, fuori e dentro le aule dei tribunali, affinchè emergano le notizie ancora nascoste, cessino i depistaggi, vengano alla luce i contenuti di carteggi e documenti ancora secretati, si conoscano insomma tutti i dettagli che hanno portato alla strage di Bologna, così come a tutte le altre stragi d'Italia.
Bene ha fatto Cinzia a ricordare che sul manifesto dell'Associazione Famigliari Vittime della strage di Bologna che annuncia la celebrazione del 43° anniversario della strage, c'è scritto: "Bologna 2 agosto1980, un ponte tra la strategia della tensione e le bombe del 1992-93" perchè dai recenti processi, dalle sentenze, dalle recenti intercettazioni e dalle indagini stanno emergendo sempre più elementi che legano la strategia terroristica neofascista alle stragi dei primi anni '90 organizzate dalla mafia con il concorso di elementi già indagati e condannati per la strage di Bologna e non solo.
A Concordia abbiamo avuto la conferma che la nostra insistenza ha un senso, è importante ed è proprio stato uno dei narratori -Claudio Gaborin- a renderlo esplicito dedicando la propria narrazione di ieri sera ad un ragazzo, un giovane seduto tra le ultime file dei presenti, ad indicare che è sopratutto ai giovani che abbiamo il dovere di far sapere cosa fu una strage ma anche cosa fu la reazione della gente semplice, perchè si rendano protagonisti di una nuova mobilitazione sociale che cambi in meglio questa nostra società, ancora troppo imbevuta di ingiustizie, prepotenze , violenze ed arroganza dei poteri forti, da sempre brodo di cultura per i peggiori sentimenti criminali.





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