DA UNA SCUOLA DI SASSUOLO.
DODICI STUDENTI PER ASCOLTARE LA STORIA DELLA BOMBA ALLA STAZIONE
Una sola classe, dodici studenti, futuri geometri interessati a conoscere meglio una storia che a scuola avevano comunque affrontato grazie all'impegno dei loro docenti. Una storia che però aveva bisogno di essere affrontata e conosciuta meglio proprio sul luogo dove avvenne: la stazione di Bologna.
E da Sassuolo è stato questo che li ha spinti -ieri, venerdì 14 aprile- nella nostra città, per vedere i luoghi della memoria, ascoltare la ricostruzione storica fatta da Rossella e la testimonianza di chi fu l'autista dell'autobus "37" che quel giorno -mescolato tra tanta, tanta altra gente che portò aiuto- cercò di dare il meglio di se per soccorrere, rispondere e solidarizzare, contro la violenza di un efferato atto di terrore di matrice neofascista.
Sono studenti che frequentano la quinta "A" dell'Istituto Tecnico "A. Baggi", dodici ragazze e ragazzi, due loro professori ed una ragazza che non ha voluto mancare a questo appuntamento pur non essendo una loro compagna di classe. Hanno condiviso con noi, Rossella ed io, il loro tempo accompagnandoci davanti a quelle lapidi, di fronte a quel primo binario, accanto a quel "buco" che segna il punto dove la bomba esplose il 2 agosto 1980, osservando ed ascoltando e poi ancora in quella sala del Palazzo Comunale dove la mia testimonianza li ha portati dentro i tanti momenti di quella lontana giornata, tra emozione e orgoglio di far parte di una comunità che quel giorno rispose alla violenza dando in cambio un esempio di umanità e solidarietà.
Eravamo in pochi e forse il numero ristretto aiuta a rendere l'incontro ancor più intimo, quasi famigliare, vissuto più intensamente e questo è sempre di grande aiuto perchè facilita il racconto ed anche chi ascolta entra più in sintonia con chi insegna la storia e chi ne testimonia alcuni aspetti di essa.
La prof. Laura Leonardi ed il prof. Alessandro Ferri così come i loro studenti ci hanno voluto ringraziare per quanto siamo riusciti a condividere con loro, aprendo la loro mente ad un avvenimento che i testi scolastici trascurano ma siamo anche noi che riconosciamo nella loro attenzione quella disponibilità ad aiutarci, per continuare a tenere viva la memoria sulla strage di Bologna, ricordando quelle 85 vittime e le centinaia di feriti che furono opera di terroristi neofascisti, aiutati e coperti da personaggi ed apparati di questa Repubblica, nata dalla Resistenza ma oltraggiata da chi non la difese e ne violò i dettami.


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