MEMORIA ED EMERGENZA
I giovani di oggi, i giovani di allora, di fronte alla solidarietà, protagonisti del soccorso, il 2 agosto 1980 come nel maggio 2023
Gli ultimi incontri con gli studenti, online, ce lo confermano
Le immagini che corrono sui social, che scendono e salgono su e giù per i canali di comunicazione di questo paese, vengono viste, vengono apprezzate, commuovono e spronano a reagire, sono le immagini dei giovani che spalano fango, che aiutano vecchi, donne, bambini, disabili, che fanno le catene per svuotare case e negozi, per aiutare e soccorrere.
Sono le immagini della gente di questa Regione, di quella Romagna e di quell'Emilia che non si arrende, di fronte all'alluvione, di fronte alle falle di un modello di vita e di società che sfrutta il territorio e che non ha strumenti adeguati per difendersi dalla -preventivata- reazione di un clima che ci sta devastando.
Sono i giovani, i nostri giovani. Oggi come allora, come quel 2 agosto 1980 quando scavavano tra le pietre di una stazione fatta saltare in aria dallo scoppio di una bomba, dalla criminale azione di chi pensava di fermare l'orologio, non solo quello della stazione, bensì quello della storia.
Oggi, questi giovani che muovono vanghe, badili, che portano via letti, affetti e ricordi, che faticano nella melma di Faenza, Riccione, nei cortili e nelle strade della Romagna o nei campi devastati dall'acqua tra le campagne della bassa bolognese, del budriese, del lughese sono di esempio a quei ragazzi che nell'emergenza continuiamo ad incontrare, lo facciamo con l'ausilio del computer, ma non rinunciamo a stare con loro per ricordare cosa fu il giorno della strage alla stazione di Bologna, il significato del 2 agosto 1980 e della risposta che in tanti seppero dare.
Agli studenti delle medie "G.Marconi" di Modena, "incontrati" mercoledì 17 maggio così come agli studenti medi di San Giorgio di Piano incontrati oggi abbiamo lasciato qualcosa che li aiuterà a capire meglio cosa possono rappresentare per loro gli esempi dati da altri giovani, anche in altri tempi ed in altri contesti.
Reagire allo scoppio di una bomba, soccorrere persone e rendersi protagonisti di una risposta sociale e politica al terrorismo di destra dei Nar ed alle criminali connivenze di parti di questo Stato è un esempio di civiltà, proprio come lo sta diventando quello che stanno facendo i giovani di oggi, quì sul nostro territorio, senza nulla chiedere in cambio.
Oggi penso che si possa dire che le lezioni delle nostre prof, di Cinzia Venturoli e di Rossella Ropa, le testimonianze che provengono dai nostri ricordi di testimoni di quel barbaro attentato, il fare memoria e fare storia, trova un grande stimolo nelle azioni di tante persone, di tanti giovani, un aiuto a far crescere quei sentimenti che si trasformano in solidarietà e risposta alle ingiustizie, di qualunque genere esse siano.



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