NEL NOME DELLA LORO SCUOLA - "G. DOZZA" - I NOSTRI STUDENTI RITROVANO GLI INSEGNAMENTI DEL SINDACO DI UNA CITTA' CHE SEPPE REAGIRE ALLA STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980.
Lui ne sarebbe stato orgoglioso perchè avrebbe avuto la conferma che la sua vecchia città gli rende ancora onore e ancor più è quella città che lui contribuì a rendere umana, solidale, civile, sociale, istruita, non indifferente e pronta a rimboccarsi le maniche per fare tutto ciò che si può per non restare indifferente di fronte alle ingiustizie.
Sto parlando di Giuseppe Dozza, il Sindaco della Liberazione di Bologna a cui è stata dedicata la Scuola Media che abbiamo incontrato oggi per questo nostro continuo raccontare il 2 agosto 1980. E sto ripensando a quei 24 studentesse e studenti della 3aB che hanno ascoltato cose che ancora non rientrano nei loro programmi di studio ed una testimonianza che li ha proiettati tra le macerie di una stazione distrutta e nel dolore di persone ferite ed uccise da un barbaro attentato di matrice neofascista.
A questo è servita la lezione di storia che Rossella Ropa ha offerto oggi, prima in Stazione, davanti ad uno squarcio nel muro, ad un pavimento divelto e a delle lapidi che riportano una lista interminabile di nomi e poi io, con la mia testimonianza di vecchio autista di autobus che quel giorno si mescolò ad altre centinaia di persone per soccorrere ed accompagnare in un ultimo viaggio quelle vite stroncate da una disumana volontà di violenza e di terrorismo, con un autobus - il "37" - che rimarrà per sempre nella memoria di Bologna e dei bolognesi.
Studenti che sono nella loro età più critica, nè adulti e non più bambini, un passaggio delicato della loro gioventù che li rende ancora incerti se soffermarsi con convinzione sulle cose "difficili" da assimilare o se dare ancora la precedenza alla loro voglia di allegrìa e svago. Questa realtà è emersa anche oggi ma la pazienza di Rossella è stata in grado di avvicinarli alla storia di una strage aiutandoli con parole semplici ma efficaci a capire il significato di strategia della tensione, attentati, colpevoli, neofascismo, servizi deviati ecc.. Un ruolo non facile ma aiutato anche dal lavoro in classe svolto dalle loro professoresse presenti oggi: Serena, Angela e Laura.
E così, minuto dopo minuto, anche oggi una fessura nel buio delle loro conoscenze è stata aperta. Ricorderanno? Io penso di sì, ricorderà sicuramente quella ragazza che ci ha detto di aver ascoltato dal suo nonno il racconto di quel "suo" giorno di quarantadue anni fa, quando aiutò e trasportò feriti in ospedale, con la sua auto, uomo anonimo tra i tanti che come lui offrirono aiuto, con semplicità ed altruismo.
E quando tutto finisce, quando ce ne andiamo, quando ci lasciamo, sappiamo già che domani ne vedremo altri e che forse questi ragazzi di oggi li reincontreremo in futuro, troveremo in altri la stessa voglia di conoscere il significato della parola "strage" e quello continuerà ad essere il nostro stimolo a non dimenticare, a fare memoria.



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