domenica 13 aprile 2025

24 novembre 2023

 Agide Melloni

24 novembre 2023 
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UN NUOVO ANNO SCOLASTICO DI TESTIMONIANZE
Verità, giustizia, memoria al centro degli incontri con i nostri studenti per non dimenticare la strage di Bologna
Sono ripresi i nostri incontri con gli studenti.
Sono riprese le lezioni sulla storia di una strage e si è riavviato quel percorso di rievocazione dei fatti a cui sono chiamati a dare il loro contributo i testimoni che il 2 agosto 1980 sono stati coinvolti in quanto accadde alla stazione di Bologna.
Già ora -e siamo solamente alla fine di novembre- c'è una lunga lista di prenotazioni. Professori e maestri, studenti ed alunni, ragazze e ragazzi di tante scuole dentro e fuori Bologna, scuole di ogni ordine e grado e indirizzi scolastici molteplici ed impegnativi si stanno mettendo in ordinata fila per "venirci a trovare" (ma qualche volta saremo noi a farlo, andando nelle loro classi!). E noi saremo quì ad aspettarli incontrandoli in quel grande "luogo della memoria" che è ormai la Stazione di Bologna , lungo il marciapiede che fiancheggia il binario n°1, accanto a quello squarcio nel muro, vicino a quelle lapidi ed a quel quadrato di pavimento sconnesso che ricordano le 85 vittime ed il punto dove la bomba esplose.
Lo faremo, questo percorso della memoria -come sempre- insieme alle nostre due docenti di storia: Cinzia Venturoli e Rossella Ropa, continuando a dar voce a quell'importante progetto che da anni viene sostenuto e finanziato dall'Associazione tra i Famigliari delle Vittime alla Stazione di Bologna e dall'Assemblea Legislativa Regionale E.R.
Come dicevo in partenza, gli incontri sono ormai iniziati ma il mio turno è arrivato in questi giorni e non potevo iniziare meglio perchè è stato proprio dalla mia città, Imola, che sono arrivate le prime classi che ho incontrato.
MERCOLEDI' 22 NOVEMBRE
Sedici (16) studenti di 5a dell'Istituto "Cassiano" al mattino.
Cinquanta (50) studenti di due classi di 5a del medesimo Istituto al pomeriggio.
I primi saranno futuri ragionieri. I secondi lavoreranno nel campo delle tecnologie, dell'informatica.
Non li conoscevo ma conosco bene una delle loro Prof, già incontrata lo scorso anno (scolastico) ed è stato un piacere trovarmi con le sue colleghe e con tanti giovani ai quali abbiamo cercato di far comprendere che cosa ci ha lasciato un periodo della nostra storia costellato di attentati ed uccisioni ma anche di lotte e speranze di cambiamento. Cinzia Venturoli e Rossella Ropa sono state bravissime nella loro ricostruzione storica di anni costellati da una strategia del terrore, della paura, della morte, per portare fuori strada il percorso democratico della nostra Repubblica e tentare di sovvertirne le istituzioni rimettendo in piedi un modello di Stato neofascista che avesse come ideali e punti di riferimento quello che la nostra Resistenza sconfisse nel 1945. Ai ragazzi hanno parlato di attentatori, di vittime, di colpevoli, di organi dello Stato corrotti e complici, di finanziatori e depistatori, di condanne ed assoluzioni, di processi non ancora terminati e di nuovi personaggi che emergono ed arricchiscono la lunga lista di criminali responsabili di una orrenda strage che provocò 85 vittime e 216 feriti.
Ed a me è toccato il compito -mattina e pomeriggio- di riaprire i cassetti della mia memoria per raccontare a queste ragazze e ragazzi quel mio sabato indimenticabile, tra disperazione e rabbia, tra dolore e risposta, tra una intera umanità di persone che reagirono, aiutarono, scavarono, tra vigili ed infermieri, medici e poliziotti e tanta, tanta gente semplice che mi ritrovai accanto, io che guidai un autobus, quel "37" che accompagnò chi non era più in vita in quell'ultimo viaggio. Una emozione che si rinnova ad ogni racconto, una emozione che ho condiviso con tanti di loro, ragazze e ragazzi con gli occhi lucidi e che al termine, abbracciandomi, mi hanno restituito quel grande affetto che ho sempre visto nei loro sguardi forse segnati dalla durezza di una storia che non potevano conoscere.
Non so i loro nomi ma citandone uno -Sophie- è come se li abbracciassi tutte e tutti, questi ragazzi. E poi non dimentico Chiara Billi, Valentina D'Ambrosio, Antonella, Claudia, Debora e Chiara le professoresse che li hanno accompagnati e che stanno mettendo tutta la loro energia e volontà per far sì che ognuno di questi giovani ricordi, rifletta e non rimanga indifferente a quanto ha ascoltato.
VENERDI' 24 NOVEMBRE
Oggi, questa mattina.
In 50 (circa), arrivando da Zola Predosa. Studenti della 3a Media "Francia" accompagnati dalle loro quattro Prof. Ed anche per loro il percorso è stato il medesimo: ascolto della ricostruzione storica della strage impartita dalla docente di storia Rossella Ropa, visione dei punti-simbolo presenti in stazione, le lapidi, lo squarcio, le fotografie, l'orologio fermo alle 10.25, i monumenti a ricordo di quel sabato 2 agosto 1980, il punto dove la bomba esplose...
E poi via in Comune, in quella nostra grande sala dentro la quale hanno ancora ascoltato Rossella nella ricostruzione di processi e condanne, con nomi e sigle per loro non facili da ricordare, una strategia segnata dal dolore e dal terrore e tante storie, quelle di chi porterà per sempre su di sè i segni di quel giorno e che ha scelto di reagire raccontando.
Il "37", i soccorsi, la volontà e la semplicità delle risposte di tante persone, soccorritori di professione e volontari che si unirono a loro, mani che scavavano, la rabbia e la risposta. Ed un autobus che andava e tornava, andava e tornava, chissà quante volte, per dare l'ultima pace a poveri corpi.....
Non è mancata l'emozione, quella di tutti, la mia. Non è mancata la curiosità di saperne di più attraverso le domande. Si è fatto sentire l'impegno delle loro Prof e ringrazio Anna Rita, Martina, Eleonora, Giovanna, Valeria e Cristiana. Le ringrazio tutte per averci ed averli aiutati, oggi in particolare.
Non è mancata nemmeno questa mattina la voglia di scambiarci un abbraccio, un saluto che più affettuoso non può essere. Forse questa sera qualcuna o qualcuno di loro racconterà, ne parlerà, a tavola, al padre o alla madre o ai nonni. E' questo ciò che chiediamo a loro: aiutateci parlandone ancora, là dove noi non siamo in grado di arrivare. Per non dimenticare.
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Antonella Colombi, Emanuela Susmel - Bologna e altri 63
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