UN INCONTRO FATTO CON....GIOIA.
Un pomeriggio con i liceali di Piacenza
Giro di parole, ma non più di tanto, quello che questa volta uso per descrivere l'incontro avvenuto ieri pomeriggio con una cinquantina di studentesse e studenti di Piacenza, venuti in Pullman per visitare alcuni luoghi della memoria che sono custoditi a Bologna e della cui storia fanno parte.
Due quinte classi del Liceo "M. Gioia" di cui una con indirizzo "classico" mentre l'altra ha scelto lo "scientifico" ed insieme a loro quattro professori tra i quali Cristina Bonelli, già conosciuta in altre occasioni e con altri studenti.
Hanno incontrato la nostra prof Cinzia Venturoli, dalla quale hanno ascoltato i punti salienti di quella storia che si concluse con la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. E poi hanno ascoltato la testimonianza -oggi la mia- di una tra le tantissime persone anonime che quel giorno unirono le loro volontà all'opera incessante di soccorso di medici, infermieri, Vigili del Fuoco, forze dell'ordine ed autorità civili e religiose.
Ci hanno ascoltato prima nella bellissima sala del Palazzo del Podestà che ora possiamo utilizzare in ognuna di queste occasioni e poi nella parte finale proprio là dove la strage avvenne: in stazione, davanti al binario uno, dentro quella sala d'aspetto che porta ancora i segni di quella giornata di morte, distruzione e dolore.
Tanta attenzione, tanta partecipazione, molte domande, la loro voglia di sapere, conoscere storie di persone tolte alla vita da terroristi neofascisti e da un disegno restauratore che vide complice anche importanti apparati e personaggi dello Stato.
Indimenticabile quella camminata lungo via Indipendenza, mescolato tra di loro, immerso nella loro giovinezza, a rispondere alle loro curiosità, in un confronto sereno e veramente amichevole con chi ha voglia di sapere la storia individuale di una persona che ha avuto il dono di attraversare un cinquantennio, una metà del secolo scorso, puntellato di fatti, lotte, attivismo, battaglie e sconfitte, idee e progetti, trasformazioni di ogni genere, momenti indimenticabili di storia e storie che i giovani di oggi non potranno mai condividere come invece abbiamo potuto farlo noi...ormai avanti con l'età.
Quando una scuola -in questo caso un liceo- si regge sul buon lavoro dei propri insegnanti, del suo corpo docente, e quando questi spendono le loro risorse, le energie, per far crescere i loro studenti con una coscienza che si stacchi dalla mediocrità che sempre più spesso contraddistingue l'istruzione nel nostro Paese, si realizzano giornate ed incontri come quello di ieri pomeriggio.
Ecco perchè quel giro di parole iniziali mi ha fatto scrivere che incontrarli è stato una..."gioia"!



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