domenica 13 aprile 2025

15 febbraio 2023

 Agide Melloni

15 febbraio 2023 
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TRA ARTI E MESTIERI LA VOGLIA DI ASCOLTARE LA MEMORIA
La Strage di Bologna raccontata a Ravenna , in classe, con l'Associazione Pereira
La Scuola d'Arte e Mestieri "A. Pescarini" di Ravenna è collocata al centro di una delle zone industriali della città, tra la Romea ed il porto. Si direbbe che non è proprio il luogo ideale per un plesso scolastico ma forse -guardando bene l'indirizzo professionale scelto da chi la frequenta- rende benissimo il collegamento tra lo studio ed il lavoro.
Infatti, la classe 3a da noi incontrata questa mattina, era composta da dodici studenti maschi, tutti impegnati nei corsi formativi che dovrebbero vederli nelle future vesti di tecnici di Impianti Termo-Idraulici. Un incontro, il nostro, avvenuto nella loro classe, nell'ambito dei progetti proposti, elaborati e realizzati con il contributo dell'Associazione Pereira che da anni è attiva nel divulgare tra gli studenti le problematiche riguardo Mafie, Droghe, sulle Strategie della Tensione, gli anni di Piombo ed il Terrorismo.
Matteo Pasi, fondatore e responsabile dell'Associazione, era con me questa mattina per parlare della strage di Bologna agli studenti che siamo andati ad incontrare nella loro classe.
Novanta minuti trascorsi insieme (ma Matteo li aveva già incontrati in precedenza offrendo loro una ricostruzione di quel periodo sociale, politico ed istituzionale che va dagli anni '60 fino agli anni '80 inoltrati) con una breve proiezione di alcuni stralci del suo documentario "Un solo errore", testimonianza visiva di quanto accadde a Bologna quarantadue anni fa.
E poi la mia testimonianza. La ricostruzione di ciò che non si dimenticherà mai, la memoria di una giornata di dolore e di risposta. Quel sabato che vide una città intera immergere le mani tra le macerie di una stazione fatta saltare in aria da mani terroriste, mani neofasciste che si avvalerono delle coperture di parti importanti delle nostre istituzioni e che ancora oggi impediscono di conoscere fino in fondo la verità, negando quella giustizia che spetta di diritto a chi fu colpito e ad un paese intero.
Anche attraverso la storia di quell'autobus della linea 37 che accompagnò poveri corpi nel loro ultimo viaggio, gli studenti del Pescarini hanno toccato con mano quale fu la reazione individuale, collettiva, umana e solidale di tanta gente, diversa ma unita da una sola cosa da fare: soccorrere.
Non tutte le classi sono uguali, nessuno degli studenti che incontriamo è uguale agli altri. Animi diversi e diverse reazioni li vediamo ogni volta. I dodici studenti di oggi erano così: eterogenei, ragazzi che mentre parli a loro, percepisci che da loro arrivano domande silenziose che ti impongono di capirne l'origine eppure sono stati attenti, presenti e rispettosi. Ciò che ho chiesto loro di essere: rispettosi di quelle storie, di quelle vite che stanno "dietro" le nostre testimonianze e che sono state stroncate alle 10.25 di quel lontano 2 agosto 1980.
E, quando si esce da una scuola con la consapevolezza che questo fine è stato raggiunto, ci si rende conto di quanta importanza ci sia nel fare memoria.
Tutte le reazioni:
Giovanni Zini e altri 15
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