TRA LE ANTICHE AULE DEL COLLEGIO SAN LUIGI, ASCOLTANDO STORIE DI UN ALLENATORE DEL BOLOGNA E STORIE DI VITTIME DELLA STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980
Al numero 55 di via D'Azeglio, a Bologna, c'è un imponente, antico palazzo, con un bellissimo porticato di colonne e portoni di accesso che lasciano indovinare al solo sguardo quanta storia ci sia tra quelle mura.
Una storia colma di avvenimenti che parlano di personaggi della nobiltà e della fede e che oggi è diventato luogo di cultura. Infatti, entrando dal portone che si trova quasi di fronte, sulla stessa strada, a quello che un tempo fu un monastero, si accede al "Collegio San Luigi", la più antica scuola di Bologna essendo essa nata nel lontano 1645. Di fianco al portone d'ingresso c'è scritto "Collegio San Luigi dei Barnabiti", ad indicare una lunga storia di appartenenza e gestione di questa imponente struttura da parte di ordini religiosi che la governano da secoli.
Nel Collegio San Luigi sono oggi ospitate una Scuola d'Infanzia, una Scuola Elementare, una Scuola Media ed un Liceo Economico Sociale. In totale sono circa 170 studentesse e studenti che frequentano la quindicina di classi che compongono l'intero complesso di studio. Al solo ammirare i corridoi, la sala-teatro, altre ale dell'edificio ci si rende conto di come si sia voluto -e potuto- conservare l'architettura, lo stile, gli affreschi di questo testimone del tempo.
E quì, oggi, la prof.Cinzia Venturoli ed io ci siamo incontrati con due classi -la 4a e la 5a- del Liceo Economico Sociale per una iniziativa voluta dal prof. Fabio Rocco Oliva, un incontro che voleva anche recuperare quanto avevamo già fatto due anni orsono: una lezione ed una testimonianza che portasse anche a questi giovani la memoria di quanto accadde a Bologna il 2 agosto 1980, il giorno della strage alla stazione. Solo che allora fummo costretti ad "incontrarci" in collegamento online mentre oggi c'è stato il contatto diretto, in classe, ed il risultato è stato ampiamente positivo!
Ad ascoltarci erano circa 25 studentesse e studenti, tutti raccolti in una unica aula, attenti, rispettosi e silenziosi fin quasi all'inverosimile. Hanno seguito passo per passo la lezione della prof Venturoli, hanno chiesto, hanno risposto ai suoi solleciti, hanno impresso nella loro memoria immagini, date e nomi di quanto appariva nelle slide che passavano sullo schermo. Gli anni del terrorismo ma anche del protagonismo di grandi masse di operai, studenti, intellettuali che volevano cambiare un paese e che ricevettero come risposta bombe e terrore. La ricostruzione storica di Cinzia è stata dettagliata, come sempre avviene.
E poi la testimonianza, il mio parlare di tanta gente che accorse, che soccorse, con le mani, con un autobus, gente semplice eppure diversa che affrontò una giornata tragica e di dolore con l'orgoglio di chi non si gira dall'altra parte e fece di Bologna un esempio di umanità e di risposta politica. E l'attenzione di questi studenti non è mai venuta meno, come non sono mancate le loro domande e nemmeno la loro -come del resto la mia- emozione. E' stata una importante mattinata, non c'è dubbio!
Ore ed ore di attenzione e di...resistenza. Già, perchè non ci sono state solo le due ore e mezza di incontro in classe. No, loro (unitamente ad altre numerose classi), nelle prime ore di scuola, avevano già assistito anche ad uno spettacolo nella sala-teatro del Collegio: una rappresentazione recitata da attori teatrali che rievocava la vicenda umana di Arpad Weisz, allenatore della squadra del Bologna ai tempi del fascismo che -dopo aver conquistato due scudetti- venne esonerato perchè ebreo e morì nel campo di concentramento di Auschwitz.
Una giornata intensa di memoria ed anche di antifascismo. Ciò che accadde ad Arpad Weisz ed il massacro di 85 persone alla stazione hanno un filo sottile che le unisce: l'odio, l'intento criminale di far prevalere una idea di dominio, una ideologia fanatica di ispirazione fascista, la negazione della democrazia e della libertà.
Meritano il nostro ringraziamento tutti, studentesse e studenti con i loro professori per l'accoglienza che ci hanno riservato, quì al San Luigi. E chissà che non li ritroviamo, prima o poi....



Nessun commento:
Posta un commento