DUE CITTA', DUE STRAGI.
BOLOGNA INCONTRA I GIOVANI DI BRESCIA PER RINNOVARE LA MEMORIA DEL 2 AGOSTO 1980
È sabato 25, siamo ormai alla fine di questo mese ma le belle sorprese non mancano.
Sono venuti nel bolognese, hanno visitato Monte Sole, il Sacrario di Marzabotto, hanno visto luoghi ed ascoltato la storia di un massacro immane compiuto tra il settembre e l'ottobre del 1944 dalle truppe nazifasciste ai comandi di Walter Reder.
Sono stati ospiti della Casa della Pace, a Casalecchio, hanno visto ed ascoltato ciò che accadde all'Istituto Salvemini il 6 dicembre 1990 quando un aereo militare si schiantò sulla scuola uccidendo 12 studenti e ferendone 88.
Non hanno voluto tornare nella loro città -Brescia- senza toccare con mano il luogo della memoria che ricorda la strage del 2 agosto 1980, la strage alla stazione di Bologna. E per quei 40 giovani, accompagnati da altre dieci persone presumibilmente genitori e/o organizzatori, quella visita alla stazione di Bologna, davanti allo squarcio, alle lapidi, nella sala d'aspetto, vicino al punto dove la bomba esplose e poi sotto quell'orologio fermo alle 10.25, è stata come rendere tangibile l'abbraccio tra due città colpite entrambe dalla violenza fascista, in tempo di pace.
Ed è stato con vero, grande, piacere che ho aderito alla richiesta di incontrarli proprio nella nostra stazione, a Bologna, vedere insieme a loro quel luogo della memoria e raccontare cosa avvenne, parlando di storie stroncate da una bomba, sogni spezzati e la reazione umana e democratica di una città, dei soccorsi ed anche di quell'autobus che accompagnò corpi senza vita nel loro ultimo viaggio.
Un sabato diverso, a raccontare la solidarietà, a continuare la memoria. Minuti importanti, per mai dimenticare.



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