L'INTERROGATORIO
Sì, io lo definirei come un "gentile" interrogatorio quello a cui siamo stati sottoposti ieri pomeriggio CINZIA VENTUROLI ed io (all'ultimo momento in sostituzione di Marina Gamberini impossibilitata ad essere presente), quando ci siamo trovati davanti ai 22 alunni della 5aB, nella Scuola Elementare "Rita Levi Montalcini" di Rastignano.
Eravamo stati invitati per parlare del 2 agosto 1980 a questi giovanissimi studenti che erano comunque già stati preparati dalle loro instancabili maestre Lucia Boldrini ed Alessandra Zampetti coordinate a loro volta dalla immancabile Sveva Franceschini che in questa stessa scuola, da ormai un decennio, aiuta i propri ragazzi a conoscere gli angoli più bui della nostra storia, elabora con loro progetti che mantengono viva la memoria e che proprio per questo hanno ricevuto importanti riconoscimenti da parte delle nostre Istituzioni, locali e nazionali.
Ieri pomeriggio, in punta di piedi, Sveva ci ha accompagnati dentro quell'aula dove eravamo attesi da impazienti bambine e bambini dell'Istituto Comprensivo di Rastignano, tutti lì ad attenderci addirittura già con le mani alzate -piegate momentaneamente per regalarci il loro applauso di benvenuto- pronti per chiedere, chiedere, chiedere.....
Cinzia ha dovuto faticare non poco a dare un ordine alle loro domande, ed in questo è stata aiutata dalla "severa" (ma i ragazzi poi hanno detto che lei è "buona"!) maestra Sveva, nell'intento di insegnare loro che anche la storia e le storie hanno una loro cronologia e che è importante capirne il rilievo che essa ha quando si parla di fatti così tragici ed importanti come il racconto di una strage.
Minuto dopo minuto dalle loro bocche uscivano quelle richieste di chiarezza e di informazione su chi aveva messo la bomba e perchè, dove sono, chi li ha aiutati, come hanno fatto a mettere una valigia che doveva esplodere, perchè non si sono pentiti, contro chi l'hanno messa? Contro il governo? e ancora, ancora....
Mani alzate come a fare a gara con gli altri nell'ottenere risposte e nel "dare un piccolo esempio" di quanto avevano imparato in classe, nel far vedere che si parlava di una cosa importante e che a loro era piaciuto ascoltare.
Stessa cosa che anche a me è toccato affrontare quando è venuto il momento di rispondere anche "per l'autista"! Ed allora via alla curiosità -o meglio all'interesse- che li spingeva a chiedermi cose di quel giorno: se avevo pianto, quante ore avevo guidato, chi c'era con me, chi aveva portato via i feriti con gli autobus, perchè faccio fatica a parlare di quanto è successo, come mettevamo quei poveri corpi dentro l'autobus, se sono tornato in stazione....
Alessandro, Adriano, Thomas, Gladiola, Karol sono solo una piccola rappresentanza di quelle ragazze e ragazzi che ieri ci hanno sottoposto a quel loro affettuoso interrogatorio.
Lucia, Sveva ed Alessandra, le loro maestre, li hanno lasciati liberi di sentirsi protagonisti di un incontro che hanno trasformato in dialogo tra una storica, un testimone e loro stessi. Hanno usato nei nostri confronti quel riguardo che si deve usare nei confronti di chi racconta con difficoltà una giornata di intenso dolore e proprio per questo il pomeriggio è stato vissuto da tutti come un momento che resterà nella memoria di ognuno di noi.
A metà mese rivedremo questi ragazzi in Stazione perchè in quel luogo le loro maestre li porteranno a vedere i simboli della memoria. Se ieri è stato importante per loro, quel giorno lo sarà ancor di più!
Grazie ragazzi, grazie alle maestre......e grazie anche a quei piccoli alunni della prima elementare che hanno voluto salutarci mentre eravamo di passaggio davanti alla loro aula......e che forse tra quattro anni incontreremo, per continuare a raccontare una strage, una giornata tremenda, una risposta civile ed orgogliosa da parte di tante semplici persone della città di Bologna.



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