COLLEGATI A DISTANZA CON LA STORIA DI UNA STRAGE
E' andata bene anche oggi, pur se costretti a vederli -studenti e professori- attraverso il monitor del computer.
Una lezione ed una testimonianza online, il 2 agosto con le sue storie umane e politiche, il racconto di gesta umane e di cittadini che seppero onorare la loro città e le tante, troppe vittime che adepti di una idea lontana nel tempo ma ravvivata dalle "imprese" di neofascisti, provocarono a Bologna il 2 agosto 1980.
Il Liceo Sciantifico "Wiligelmo" di Modena, con le sue due classi 5aC e 5aG, i quaranta studenti che le frequentano, i professori accanto a loro, ci hanno accolto -tecnologicamente- nelle loro aule didattiche. Hanno accolto Cinzia Venturoli, il sottoscritto, hanno osservato le diapositive che passavano sullo schermo, le immagini di una stazione devastata, hanno seguito la ricostruzione storica di Cinzia e poi la mia testimonianza, la presenza di quel giorno tra tante presenze, l'aiuto tra tanti aiuti, l'uso di un autobus tra altre mille azioni di soccorso, di solidarietà e di reazione ad un atto vile e criminale. Ancora una volta la memoria è stata ravvivata e con essa anche l'emozione che accompagna il racconto.
E due ore sono volate in fretta. Le considerazioni dei professori si sono intrecciate con le spiegazioni di Cinzia, le domande di qualche studente con le mie.
Se l'incontro dal vivo è sempre quello che preferiamo, l'incontro "mediato" dalla presenza di aggeggi che sfruttano la tecnologia sono pur sempre un momento di contatto ed è solo con il contatto che si prosegue questo percorso, il ricordo di quanto accadde in stazione, il ricordo di 85 vittime e 216 feriti.
Per tutte le studentesse e gli studenti odierni è stato importante vederci, parlarci, ricordare. Lo è stato anche per Tullio Sorrentino ed Elisabetta Peroni, i loro professori. A noi, a Cinzia Venturoli ed a me stesso, questo ha fatto piacere.



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